20/09/10

Tunick e l'alba nuda a Milano

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Spencer Tunick ha spogliato diciottomila persone a Città del Messimo, riempiendo la più famosa piano della città, lo Zocalo. Di recente è passato per Milano, per inaugurare la sua personale alla galleria di Mimmo Scognamiglio (in occasione di Start, tre giorni di aperture eccezionali di una quarantina di gallerie milanesi).
Questa volta ci presenta ritratti individuali, ognuno con una sua storia.
A Milano lo attendevano sette collezionisti (tre venuti anche da Napoli) che si sono spogliati in diversi luoghi della città (l’edicola di Piazza Croce Rossa, il fossato del Castello Sforzesco, l’aiuola di una via adiacente all’Arco della Pace, un benzinaio di Piazza della Repubblica…).

Alle 6,40 del mattino all’aiuola accanto all’ospedale Fatebenefratelli Fabio e Sara erano nudi come Adamo ed Eva. Alle 7,35 a pochi passi da Palazzo Marino. E così via...
L’artista prepara e studia l’inquadratura quando il suo soggetto è ancora vestito, e poi chiede rapidità nello svestirsi. E lui è altrettanto rapido nello scattare. Non lavora da provocatore, non cerca lo sguardo morboso dei passanti, ma piuttosto il vuoto e il silenzio.
E questo ben si vede anche nei ritratti in mostra (16 settembre-30 novembre) da Mimmo Scognamiglio che ha prodotto la performance milanese. L’eros è altrove. In un’epoca come la nostra in cui il corpo è asservito alla moda, superaccessoriato, la sua ricerca artistica è esattamente all’opposto, si concentra sulla nudità della nostra venuta al mondo. Non sceglie corpi belli, sceglie i corpi così come sono nella loro verità priva di Photoshop. Tunick, con quella “materia”, spoglia per ridisegnare architetture e paesaggi, quasi una forma di land art umana in cui i corpi diventano quasi dei pixel color carne.



Il sito di Spencer Tunick

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